Epicondilite laterale (del climber)

L’epicondilite è un infiammazione di un tendine che si trovano nella zona del gomito. Nei dettagli, si tratta di un’infiammazione dei tendini estensori dell’avambraccio. Nella sua variante laterale o mediale, l’epicondilite è uno degli infortuni comuni nell’arrampicata. e spesso è determinato da mancanza di un’adeguato riscaldamento oppure ad una continua sollecitazione di questi tendini che portano progressivamente all’infiamazione e all’insorgere del dolore.

Il recupero è estremamente lento, in base alla gravità dell’infiammazione e alle cure, si parla da minimo 4 mesi fino a 2 anni nei casi più gravi. L’epicondilite è una di quelle malattie che non si curano con il riposo assoluto o con il fai da te.

Per evitare di ritrovarsi con l’impossibilità di arrampicare per parecchi mesi, è bene osservare dei periodi di riposo e di organizzare sessioni di allenamento bilanciato, che permettono il corretto sviluppo di tendini e muscoli in maniera omogenea: l’epicondilite va evitata!

Come guarire dall’epicondilite rapidamente

  1. Fare una visita fisiatrica
  2. Riposo
  3. Applicare il ghiaccio
  4. Eseguire esercizi riabilitativi (attenzione ad evitare il fai da te)
  5. Evitare le ricadute

I tendini, a differenza dei muscoli, impiegano 1-2 anni a svulupparsi per questo motivo l’allenamento per l’arrampicata deve essere attentamente studiato: l’uso scorretto della trave è uno dei primi motivi che possono portare all’epicondilite nel climber così come le trazioni con mano piegata tipiche di chi si tira su spesso per le maniglie o le prese svase, limitando l’uso dei piedi.

Raramente colpisce il climber occasionale che pratica l’arrampicata sporadicamente, in quanto c’è del tempo per far riposare i tendini, ma potrebbe insorgere nei soggetti che svolgono anche attività che per la loro natura possono portare a questa infiammazione: macellai, tennisti, meccanici, carpentieri.

Come si presenta l’epicondilite laterale

Epicondilite laterale – gomito del tennista

Tipico dell’epicondilite laterale nelle fasi di partenza è sentire la comparsa del dolore nella zona esterna del gomito ad una distanza di 24-48 ore dopo lo sforzo, e se viene praticata dell’attività fisica che convolge l’avambraccio solitamente il dolore tende prima a sparire quasi subito ma poi a ripresentarsi il giorno dopo.

Quando l’infiammazione è più grave, il dolore comparire anche in fase di sforzo, accompagnato da debolezza dell’arto e da dolore lancinante ai tendini che si irradia a spalle, polso e dita.

Come si può curare

Nel momento in cui si diagnostica l’epicondilite laterale bisogna fermare qualsiasi attività sportiva che coinvolga l’avambraccio e la mano: a questo punto è probabile, nei casi più seri, che nei primi giorni il dolore aumenterà. Se il dolore è insopportabile e diventa difficile anche dormire, è possibile fare ricorso ad antidolorifici presi per via orale, ma solo per pochi giorni.

Il dolore/fastidio tipico dell’epicondilite laterale si presenta specialmente quando si portano dei pesi o cliccando col mouse si sente un dolore nella zona dolorante all’esterno del gomito. Anche tenere in mano una tazza può essere un esperienza faticosa dolorosa!

Nel caso dell’epicondilite mediale che interessa invece l’interno del gomito il dolore si precepisce se si ruota il pulso es. si chiudono i rubinetti, si avvitano tappi, aprono maniglie.

Se state provando questi disturbi, rivolgetevi al vostro medico curante, chiedete una visita con un fisiatra e seguite i consigli dello specialista. L’infiammazione potrebbe non interessare soltanto l’epicondio laterale ma anche altri tendini.

Quello che bisogna fare nelle fasi iniziali è applicare ghiacccio nella zona dolorante vicino all’osso per 10 minuti, 3-4 volte al giorno ad una distanza di 4-5 ore: uno alla mattina, uno verso mezzogiorno, uno verso le cinque di sera e uno verso le nove. L’applicazione del ghiaccio non va mai fatta direttamente a contatto con la pelle ma mettere il ghiaccio in un sacchetto di plastica avvolto in un fazzoletto di stoffa o di carta in modo che protegga la pelle.

Il trattamento con il ghiacchio nelle fasi iniziali e acute è uno dei metodi con il maggior tasso di successo che comporta una riduzione del dolore poi seguito da una fasciatura (uso di una gomitiera) che aiutano molto nelle prime giornate.

Terminata la fase acuta che dura una/due settimane, è essenziale procedere alla fisioterapia per rinforzare i tendini anche se in questo periodo si prova ancora fastidio nei movimenti. Prima si inizia a curare correttamente l’epicondilite e prima si potrà guarire.

Altri trattamenti sono previsti tipo gli ultrasuoni o onde d’urto, così come infiltrazioni di cortisone ma quest’ultimo ha pià di una controindicazione. A meno che non siano necessari interventi chirurgici, evitiamo cure invasive. La pazienza e la costanza sono le migliori armi contro quest’infiammazione.

I tempi di guarigione vanno da un minimo di 6 mesi fino a 2 anni, un fattore per accorciare i tempi è quello di evitare le ricadute.

Quando il dolore inizierà a calare bisogna sempre fare attenzione alle ricadute: portare pesi è una delle cose da non fare  e non ritornare mai a carico completo fino a che il fisiatra/fisioterapista ci dà l’ok, continuare a fare gli esercizi per il potenziamento dei tendini e ricordarsi di fare riscaldamento prima di ogni attività. Fare attenzione anche a non far prendere freddo ai gomiti, basta poco per riacutizzare il dolore.

 

Riferimenti:

http://patologia-arrampicatoria.it/archivio-articoli/articoli-epicondilite-in-arrampicata.html

http://www.csp.org.uk/your-health/exercise-advice/tennis-elbow

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